La maggior parte delle persone, sentendo nominare “divinità antiche”, pensano immediatamente o alla Grecia classica, oppure all’antico Egitto. Della Grecia, credo chiunque conosca abbastanza, soprattutto grazie a tutte le opere greco/latine che ci sono pervenute. Ma dell’Egitto?
Tutti abbiamo in mente quelle immagini di divinità metà umane e metà animali circondate da geroglifici: in effetti gli Dei egizi si distinguono da molti loro successori per non essere completamente antropomorfi, ma anche zoomorfi: lo sciacallo Anubi, il gatto Bast, il falco Horo (le cui personificazioni umane erano proprio i faraoni) e molti altri. Poiché i culti di ogni singola divinità erano spesso legati allo specifico distretto egiziano (che erano in tutto 42 ripartiti fra Alto e Basso Egitto) su cui era costruito il relativo tempio, non sembra esistere un culto unificato, ma alcune componenti vi si ritrovano ricorrenti.
Il sole Aton / Ra / Atum.
Sarà che é facilmente associabile alla vita ed alla prosperità, ma in tutte le epoche il sole sembra essere stato adorato, e l’Egitto non fa eccezione. In effetti, il sole fu l’unico caso di culto monoteista in quella zona, con il nome di Aton (un’eresia che non ebbe lunga vita).
Nella teologia eliopolitana, forse la più conosciuta da noi, il Sole era anche il creatore di tutte le cose: salito su una collina, creo’ con lo sputo Shu e Tefnut, che a loro volta generarono Geb e Nut, che diedero luce ai gemelli Osiride, Iside, Seth e Nefti, che fecero nascere l’umanità (una leggenda che, bisogna ammetterlo, ricorda da molto vicino la Genesi Biblica).
Aldilà
Ma veniamo al punto centrale di ogni religione che si rispetti: cosa c’é dopo la morte? Anche per gli Egizi vi era un oltretomba (all’inizio identificato nel cielo stesso) presieduto da Osiride, reso possibile grazie alla presenza nel corpo mortale di una forza vitale denominata ka. La prosecuzione della vita dipendeva pero’ dalla preservazione tramite mummificazione del corpo (che veniva poi mantenuto integro in vari tipi di tomba a seconda del rango, le più imponenti sono conosciute ed ammirate da tutti: le Piramidi).
L’immortalità veniva pero’ concessa solo dopo un rituale presediuto dallo stesso Osiride, che pesava il cuore del defunto: se questo era più leggero di una piuma, gli veniva permesso il passaggio, altrimenti il suo stesso cuore veniva dato in pasto ai lupi.
Qualche link per approfondire (sono serviti anche come fonte per il post):
Pagina di Wikipedia sulla religione Egizia
Anticoegitto.net, il punto di riferimento per gli Egittologi
Curioso confronte fra la vita di Gesù e quella di Horus
La leggenda di Osiride


Ehila’! A questo proposito consiglio a te e a chiunque legga un fumetto del grande Alan Moore, Promethea. Parrebbe un tipico fumetto di supereroi all’americana, ma chi conosce Moore si aspetta ben altro.
Il fumetto e’ difatti pieno di riferimenti a religioni passate, alla cabala, al misticismo, alla numerologia. Moore li mette insieme in un grande calderone, e ne trae fuori qualcosa di assolutamente godibile. Non a caso mi piace definirlo “il fumettista riciclatore”.