Basta parlare di religioni quasi completamente sconosciute, almeno per questa volta. Parliamo di qualcosa di noto, ma che non troppi conoscono bene. Ammettetelo: chi di voi almeno una volta non ha pensato di avvicinarsi al Buddhismo? Ma come, direte voi: come fai a parlare di Divinità se il Buddhismo non é una religione teista? Bé, c’é la fregatura: voglio riferirmi ad una corrente molto antica, la mahāsāmghika, nata in India durante lo scisma Buddista del 320 a.C. ed oramai estinta.
La sua particolarità é stata di essere l’unica che considerava il Buddha un essere divino, di cui la manifestazione terrena é stata un semplice spirito emanato da quest’ultimo. Si puo’ discutere di come il venerare un uomo che negava con forza un suo legame con la metafisica possa aver contribuito alla scomparsa di questo ramo, ma soprassediamo.
Chi era il Buddha?
Secondo la tradizione, il Buddha storico si identifica nel principe indiano Siddartha Gotama, che nel IV secolo a.C. (in un momento di insoddisfazione verso la religione Brahmana ed il suo sistema di caste) rimase sconvolto dal vedere la morte e la malattia in un piccolo villaggio. Dopo aver passato sette anni nella foresta per seguire la via dell’ascetismo, tra digiuni e sofferenze, decise di abbandonare i suoi maestri per trovare la pace interiore da solo, meditando.
E proprio mentre era seduto ai piedi di un albero, Siddartha ebbe l’illuminazione, e divento’ il primo ‘risvegliato‘ che la Storia ricordi, cominciando a predicare la sua dottrina che presto sarebbe cresciuta a dismisura.
La via per la Liberazione
La dottrina Buddhista deve moltissimo alle altre religioni Indiane che l’hanno preceduta: in effetti, con l’Induismo condivide la visione della vita come un continuo ciclo di reincarnazioni (il Samsara), determinate dalle azioni compiute in vita (il karma), che puo’ anche portare alla rinascita in un animale diverso dall’uomo, o addirittura in uno spirito.
E’ solo esaurendo completamente il karma (in Induismo si dice “agendo per dovere“), che l’uomo puo’ spezzare questo ciclo, risvegliandosi ed arrivando in uno stato di perfetta quiete, chiamato Nirvana, grazie al distaccamento dalle cose materiali e dalla pratica costante della meditazione.
E gli Dei, in tutto questo?
All’inizio ho detto che, a parte la mahāsāmghika, nessun altra corrente Buddhista (oltre cinquanta, in tutto) considera Buddha un essere trascendente. Non per questo pero’ il Buddhismo si pone come una dottrina atea: Siddartha non nego’ la possibile esistenza di altre divinità, relegandole comunque a loro volta nel ciclo continuo del Samsara: per l’uomo, credere o no in loro non cambia la possibilità di evitare le sofferenze. Si potrebbe dire che per il Buddhismo uomini e Dei sono soggetti alle stesse regole.
D’altra parte, tra i preconcetti Buddhisti c’é anche il porsi come una ricerca della verità, evitando quindi ogni opinione, dogma o assolutismo: la Metafisica non ha nulla a che vedere con la liberazione dell’uomo, che anzi puo’ essere sviato dal pensare a cose di cui non puo’ avere risposte.
Sul Buddhismo potrei parlare per giorni, ma per comodità rimando ai seguenti link:
Buddhismo su Wikipedia
Dettagliata Storia del Buddhismo e delle sue Correnti

Bello questo articolo sul Buddhismo. Non sapevo (ignoranza mia) che esistevano più di cinquanta correnti. Personalmente mi affascina la storia del ciclo karmico e del raggiungimento del Nirvana. A casa ho un libro (di cui purtroppo non ricordo il titolo) che spiega, detto in maniera MOLTO schifosa, cosa si prova, meditando, quando ci si avvicina al Nirvana o, meglio, cosa NON si prova (esclusione di certi tipi di sentimenti o di sensazioni tanto per fare un esempio). Del resto, da dizionario, il Nirvana è uno “stato di perfetta serenità, di totale distacco dalle emozioni e dalle passioni“. Tanto per curiosità, se fosse possibile esprimere un desiderio e raggiungere il Nirvana, tu lo faresti? Cioè ti priveresti di emozioni e passioni per diventare un “Illuminato”?
Io ho provato a meditare ma credo non faccia per me, non riesco a focalizzarmi sul respiro senza cominciare a pensare a mille cose, mah!
Effettivamente mi sono stupito molto quando ho scoperto che per i Buddhisti ed Induisti non ci si libera dal Samsara agendo per ottenere Karma positivo, ma eliminando tutto il Karma. Ed ad essere completamente sincero non so se mi piacerebbe andare in uno stato di quiete assoluta…
Anch’io, meditando, all’inizio trovavo difficile concentrarmi sul respiro. Mi venivano in mente canzoni, pezzi di film o pensieri generici. Adesso pian piano (ma faccio ancora molta fatica) riesco a non pensare a nulla tranne che al respiro ma è dura, soprattutto quando a lavoro o nella vita privata si presentano problemi.
Per il discorso della quiete assoluta sinceramente io, così a “pelle”, sarei più per il “no”. So bene che questo è un punto di vista legato molto al mondo materiale ma riuscire a non provare più nulla (anche se, detta così, è molto riduttivo perché è un concetto ben più complesso) non so quanto mi piacerebbe…
Scusa vado un attimo OT: lo conosci questo video?
Del buddhismo conosco solo una cosa, e cioe’ che in Giappone si crede che Buddha abbia assoggettato gli Oni. Gli Oni sarebbero delle rappresentazioni della furia della natura. A quanto ne so erano le divinita’ di una religione animista precedente all’arrivo del buddhismo in Giappone.
Niente di nuovo sotto il sole insomma, arriva una nuova religione e fan man bassa di quella vecchia. Comunque il mio e’ cultura derivata da manga, quindi poco attendibile
PS: se la cosa non ti dispiace, ti linko al mio inutile blog.