Feeds:
Articoli
Commenti

Titoli Di Coda

In risposta a due emails che mi sono arrivate mentre ero in vacanza, volevo precisare una cosa che penso molti avessero già intuito: non credo aggiornero’ più questo blog. Il motivo, in sé, é abbastanza banale: la passione che mi animava quando l’ho aperto si é esaurita molto in fretta, e dopo la prima tornata di posts si é spenta del tutto.

Chi mi conosce sa benissimo che questo non é l’ultimo dei progetti che cadranno sotto le frecce della mia incostanza, ed in effetti ho già in mente qualche idea, ed Agosto é il momento ideale per cercare di realizzarle. In ogni caso, quello che ne é venuto fuori non é male, e riceve addirittura diverse visite giornaliere, quindi lo lascero’ a prendere un po’ d’aria sulla rete.

Per concludere, ci tenevo a ringraziare tutti quelli che mi hanno seguito e commentato costantemente, fra cui Federico (e che te lo dico a fare?), AkiRoss, Lorenzo, ReRosso (fa sempre un certo effetto essere linkati da uno dei propri preferiti blogger) e, ultimo ma non ultimo, Lucas, che ha deciso di farmi sentire in colpa per questo post commentando a raffica praticamente tutti gli altri (per inciso: grazie mille dell’interesse!). Sayonara!

Sentendo i Cristiani attribuire alla loro religione l’esclusiva della Compassione, ho sempre avuto l’impressione che pecchino leggermente di superbia. In fondo, la dottrina di Cristo si é diffusa da “appena” due millenni: cosa dovrebbe dire un Giainista, allora, sapendo che la sua religione comincio’ a diffondersi in Asia da almeno il doppio del tempo?

Le Epoche della Storia

A differenza di molte altre religioni, i Giainisti non contemplano l’idea di un Dio creatore di tutto: l’Universo esiste da sempre, e non avrà mai fine. Non per questo, pero’, é immutabile: cambia attraversando continuamente una serie di “oscillazioni“, o epoche, della durata di migliaia di anni, che possono migliorarlo (oscillazione verso l’alto) o peggiorarlo (oscillazione verso il basso).

La diffusione e la pratica della dottrina Giainista sono legate a doppio filo con queste fluttuazioni del mondo: quando questi tocca il suo punto più basso, la religione viene dimenticata, ed é solo durante un’oscillazione verso l’alto che viene ridiffusa da nuovi maestri, ventiquattro per ogni epoca, chiamati Tirthankara (letteralmente “creatori di passaggi” o “cercatori di guadi“). Per la nostra epoca, abbiamo prove storiche solo degli ultimi due di questi maestri: Parshva, e Mahavira (“Grande Eroe“).

Quest’ultimo ha molto in comune con il Buddha: é vissuto nello stesso periodo (VI secolo a.C.), in India, ed anche lui era un raja indiano che decise di ritirarsi in solitudine per meditare, per trovare il metodo di affrancare il mondo dalla sofferenza che lo perseguita.

Anima e Materia

Il Giainismo condivide con il Buddhismo anche parte della sua concezione della vita, tanto che per lungo tempo si é pensato che il Buddhismo stesso fosse nato a partire dalla diffusione del Giainismo, nonostante questo sia un argomento ancora aperto fra gli storici delle religioni. Per entrambe le filosofie, l’uomo é costretto a passare lungo una serie indefinita di reincarnazioni, ed ognuna di queste é determinata dalle azioni compiute nella vita precedente, grazie al complesso meccanismo del Karma.

I Giainisti credono che la sofferenza umana sia dovuta al contatto fra il jīva (lo spirito) e l’ajiva (la materia), che costringono l’uomo ad accumulare karma che lo tiene ancorato al mondo materiale, continuando a farlo soffrire.

Sfuggire alla Sofferenza

Da quello appena detto, si intuisce come dovrebbe vivere un Giainista. Prima di tutto, deve avere un rispetto totale verso qualunque forma di vita: i Giainisti, oltre ad essere completamente vegetariani, arrivano a filtrare l’acqua pur di non mangiare piccoli microorganismi. Gandhi stesso fu influenzato da questa idea di completa non violenza. I credenti si dividono poi in due fasce:

  • I Monaci, che cercano di fuggire completamente dal possesso materiale, in modo da svincolarsi dal ciclo delle trasmigrazioni e liberare il proprio jīva, arrivando in un luogo chiamato Siddhashila, dove potrà rimanere finalmente puro ed isolato dal mondo.
  • I Laici, che non praticano un ascetismo cosi completo, vivendo in maniera da accumulare solo Karma positivo in modo che la prossima reincarnazione sia migliore.

Per approfondire:

Giainismo su Wikipedia
Giainismo su ClaudiaPastorino.it (lunga lista di links alla fine dalla pagina!).

BuddhaBasta parlare di religioni quasi completamente sconosciute, almeno per questa volta. Parliamo di qualcosa di noto, ma che non troppi conoscono bene. Ammettetelo: chi di voi almeno una volta non ha pensato di avvicinarsi al Buddhismo? Ma come, direte voi: come fai a parlare di Divinità se il Buddhismo non é una religione teista? Bé, c’é la fregatura: voglio riferirmi ad una corrente molto antica, la mahāsāmghika, nata in India durante lo scisma Buddista del 320 a.C. ed oramai estinta.

La sua particolarità é stata di essere l’unica che considerava il Buddha un essere divino, di cui la manifestazione terrena é stata un semplice spirito emanato da quest’ultimo. Si puo’ discutere di come il venerare un uomo che negava con forza un suo legame con la metafisica possa aver contribuito alla scomparsa di questo ramo, ma soprassediamo.

Chi era il Buddha?

Secondo la tradizione, il Buddha storico si identifica nel principe indiano Siddartha Gotama, che nel IV secolo a.C. (in un momento di insoddisfazione verso la religione Brahmana ed il suo sistema di caste) rimase sconvolto dal vedere la morte e la malattia in un piccolo villaggio. Dopo aver passato sette anni nella foresta per seguire la via dell’ascetismo, tra digiuni e sofferenze, decise di abbandonare i suoi maestri per trovare la pace interiore da solo, meditando.

E proprio mentre era seduto ai piedi di un albero, Siddartha ebbe l’illuminazione, e divento’ il primo ‘risvegliato‘ che la Storia ricordi, cominciando a predicare la sua dottrina che presto sarebbe cresciuta a dismisura.

La via per la Liberazione

La dottrina Buddhista deve moltissimo alle altre religioni Indiane che l’hanno preceduta: in effetti, con l’Induismo condivide la visione della vita come un continuo ciclo di reincarnazioni (il Samsara), determinate dalle azioni compiute in vita (il karma), che puo’ anche portare alla rinascita in un animale diverso dall’uomo, o addirittura in uno spirito.

E’ solo esaurendo completamente il karma (in Induismo si dice “agendo per dovere“), che l’uomo puo’ spezzare questo ciclo, risvegliandosi ed arrivando in uno stato di perfetta quiete, chiamato Nirvana, grazie al distaccamento dalle cose materiali e dalla pratica costante della meditazione.

E gli Dei, in tutto questo?

Simbolo BuddhismoAll’inizio ho detto che, a parte la mahāsāmghika, nessun altra corrente Buddhista (oltre cinquanta, in tutto) considera Buddha un essere trascendente. Non per questo pero’ il Buddhismo si pone come una dottrina atea: Siddartha non nego’ la possibile esistenza di altre divinità, relegandole comunque a loro volta nel ciclo continuo del Samsara: per l’uomo, credere o no in loro non cambia la possibilità di evitare le sofferenze. Si potrebbe dire che per il Buddhismo uomini e Dei sono soggetti alle stesse regole.

D’altra parte, tra i preconcetti Buddhisti c’é anche il porsi come una ricerca della verità, evitando quindi ogni opinione, dogma o assolutismo: la Metafisica non ha nulla a che vedere con la liberazione dell’uomo, che anzi puo’ essere sviato dal pensare a cose di cui non puo’ avere risposte.

Sul Buddhismo potrei parlare per giorni, ma per comodità rimando ai seguenti link:

Buddhismo su Wikipedia
Dettagliata Storia del Buddhismo e delle sue Correnti

Verde come un Irlandese

Nel 50 a.C, tutta la Gallia é occupata dai Romani. Tutta? No! Un piccolo villaggio, abitato da irriducibili Galli continua a resistere…“. Chi di noi, almeno una volta, non é rimasto a sognare ascoltando questa leggendaria introduzione alle varie avventure di Asterix ed Obelix, i due personaggi creati da Goscinny ed Uderzo che lottano gloriosamente contro le truppe di Cesare grazie alla pozione magica preparata dal loro druido?

Ma chi erano in realtà, questi Galli? Si trattava di un gruppo appartenente ad una popolazione ben più ampia, i Celti, che nel periodo del loro massimo splendore (II / III secolo a.C), abitavano gran parte dell’Europa, dalle isole britanniche fino al Danubio, passando per la Francia (dove risiedevano i Galli). Il loro declino comincio’ con l’arrivo dei Romani (e dei Germani da Nord), che li costrinsero a ritirarsi su una piccola parte della Gran Bretagna dove, molti secoli più tardi, diedero vita alla popolazione Irlandese.

Paradossalmente, gran parte delle nostre conoscenze su questa popolazione provengono da Cesare stesso, grazie al suo “De Bello Gallico“, compreso cio’ che sappiamo sulla loro religione. Tutti i gruppi celti credevano nello stesso Pantheon di Divinità, che secondo la leggenda molto tempo prima avevano abitato il mondo insieme agli umani, per poi ritirarsi successivamente nell’aldilà.

Le Madri ed altre Divinità

La figure principali in questa mitologia erano tre Madri, raffigurate come donne nel pieno della maturità, che oltre ad essere associate alla fertilità ed al concepimento della vita, erano anche considerate guerriere esperte nell’arte della guerra. Da questa visione del mondo, si intuisce che nella società celtica le donne rivestivano un’importanza pari a quella maschile, e potevano arrivare in qualunque punto della scala sociale, sia in campo politico, che sociale, che religioso.

E’ interessante notare come gli Dei erano uguali agli umani anche nei loro difetti, fisici e caratteriali (ad esempio Dagda, considerato come il re della Conoscenza, era raffigurato come un uomo grasso che si vestiva quasi da bandito); é anche interessante come molti di loro si ritroveranno nelle credenze Cristiane (ad esempio una delle tre Grandi Madri, Brigid, si trasformerà nella Santa Brigitta protettrice della cultura).

I Druidi

Capi della casta sacerdotale celtica erano i Druidi, che potevano essere sia uomini che donne, e che svolgevano una funzione religiosa e culturale, in quanto erano anche astronomi, filosofi, esperti di diritto e cosi via. Cesare stesso rimase impressionato dalla loro conoscenza nel campo dell’Astronomia e dalle loro conoscenze (l’istruzione di un Druido poteva richiedere anche vent’anni, a quanto sembra). Purtroppo, di queste figure si conosce molto poco, essendo stata la loro tradizione completamente orale, ed anche a causa della distorsione che subirono dopo l’avvento del Cristianesimo, che li raffigurava come dei maghi che si opponevano ai missionari Cattolici.

Oggi esistono alcuni gruppi associati al Druidismo, ma gli Storici dubitano che abbiano molti legami storici con i Druidi Celtici.

I Puck

PuckI Celti credevano anche in alcune categorie di essere non umani, tra cui i più famosi sono i Puck, spiriti ingannatori che attiravano le persone nelle foreste attraverso alcuni giochi di luce, le facevano cadere in acqua oppure rubavano il latte dalle fattorie. Questo genere di figura rimase nelle credenze popolari, tanto che lo si ritrova anche nel Sogno di una Notte di Mezz’Estate di Shakespeare, e fu assimilata a poco a poco nella più conosciuta categoria dei folletti.

Per approfondire:

I Celti su Wikipedia
Panoramica delle Divinità Celtiche
Religione Celtica su IrlandaChePassione.it

Per festeggiare le prime 1000 visite al blog, oggi un post un po’ particolare. Spero apprezziate.

Teiera di RussellChi ha detto che una Divinità debba per forza essere umana? Anzi, animale? Certo, sembrerebbe essere la possibilità più “naturale”, qualunque cosa questo termine significhi. Ma basta un po’ più d’immaginazione per pensare a qualcosa di diverso.

E l’immaginazione non mancava certo a Bertrand Russell, celebre logico e filosofo del XX Secolo. Con una sua lettera diede vita al celebre paradosso del Barbiere, che porto’ alla scoperta di una nuova teoria insiemistica che oggi é alla base di tutta l’informatica. Insieme ad Einstein fu uno dei maggiori sostenitori del movimento contro il nucleare che ha portato allo smantellamento di numerose testate atomiche e mitigato il clima di Guerra Fredda della fine dello scorso Secolo.

Ma soprattutto, ci piace ricordarlo come l’uomo che, in un articolo scritto nel 1952 ed intitolato “Is There a God?“, avrebbe aperto gli occhi a innumerovoli persone troppo stolte da vedere la verità, dandoci la rivelazione che da tempo aspettavamo: fra la Terra e Marte, situata su un’orbita ellittica, invisibile anche ai nostri telescopi più evoluti, vi é una teiera. Proprio cosi. Uno di quegli affari per servire il té. Più precisamente, una teiera di porcellana. L’articolo fa notare come se lui, Russell, asserisse che non credere nella Teiera fosse un atto di estrema presunzione, sarebbe additato da pazzo ed arrogante, mentre se a farlo sono persone che si basano su testi di millenni fa e su dogmi preconfezionati, é il dubbioso ad essere sotto l’attenzione dei riflettori come un “eccentrico“.

Questo articolo (in realtà mai pubblicato dalla rivista che lo commissiono’) aveva come scopo sottolineare come non tocchi allo scettico dimostrare che le religione sono false, ma al credente di dimostrare che sono vere, per non ricadere nella fallacia “ad ignorantiam“. Se toccasse all’interlocutore dimostrare la falsità di un affermazione non verificabile, anche una teiera potrebbe tranquillamente orbitare fra due corpi celesti del nostro Sistema Solare. Chi puo’ dimostrare il contrario? Una teiera a pois rossi e gialli, aggiungerei io.

Da Russell, numerose altre “Divinità” del genere sono state create dall’intelletto colorito dei maggiori attivisti Atei ed Agnostici, fra cui il famoso Drago da cui il titolo. Se arriviamo a 2000 visite, parlero’ anche di quello!🙂

Testo integrale dell’articolo di Russell (in Inglese)

Coming Back Home

StregheriaDa quando ho aperto questo blog, ho praticamente girato tutti i continenti per parlare delle più svariate religioni, ma ancora non mi sono fermato qua in Italia, nonostante sia stata sede nel passato di tantissimi culti. Senza andare a scomodare Etruschi ed antichi Romani, consideriamo ad esempio la Stregheria, che non é una marca di gelati preconfezionati, ma un nome per riferirsi alla Vecchia Religione delle Streghe Italiane, diffusasi prevalentemente attorno al XIV Secolo. Il nome Stregheria é volutamente differente dal più comune Stregoneria, per evidenziare l’estraneità dalla “Magia Nera” a cui erano associate in quel tempo le streghe.

Dei e Storia

Ci si puo’ chiedere come possa, nella sede stessa del Cattolicesimo, che perseguito’ le streghe tramite l’Inquisizione, essersi diffusa una simile religione. In effetti, paradossalmente, l’Inquisizione era molto meno attiva in Italia che nel resto dell’Europa in quel tempo, ed il culto riusci’ quindi a sopravvivvere. Questi si diffuse prevalentemente nel Centro Italia grazie agli insegnamenti di Aradia, la Grande Strega, che secondo la tradizione era figlia della Dea Diana (ereditata direttamente dalla Dea della Caccia romana) e di Lucifero, Portatore di Luce, considerato il Dio del Sole e della Luna (anche se nella tradizione Cristiana sarà identificato con Satana stesso a causa di un controverso passo dei Vangeli).

Nonostante il Pantheon della Tradizione della Stregheria sia pieno di altri dei ereditati dalle tradizioni Romane e Greche, il culto si concentra intorno alle due figure già citate, in quanto dà estrema importanza alla venerazione della Luna.

PentagrammaLe Streghe celebravano otto feste, chiamate Tregende, tramite lunghissimi canti e balli sotto la Luna, in offerta a Diana. Grande importanza era data all’iniziazione delle nuove “sorelle”, ed alla magia stessa: le Streghe credevano nella possibilità di lanciare degli incantesimi che avrebbero avuto effetto sulla natura stessa, e credevano anche in misteriosi essere (i Grigori), che difendevano la Terra dalle energie negative provenienti da un’altra dimensione spiriturale, il “piano astrale”. Simbolo chiave delle religione é la stella a cinque punte, il pentagramma, punto di contatto fra i vari mondi.

Storia Moderna

La Stregheria fu studiata principalmente dall’occultista Charles G. Leland, che dopo essere stato a lungo in contatto con una sedicente strega, Maddalena, alla fine del XIX Secolo, ed aver osservato molto da vicino il folklore italiano, pubblico’ il suo libro “Arcadia, o il Vangelo delle Streghe“, che ricevette moltissimo interesse da parte della comunità accademica, soprattutto grazie ad altri riferimenti storici alla Stregheria trovati in quel periodo: Orazio stesso ci parla di alcuni culti pagani con streghe dedite alla venerazione di Proserpina e Diana, mentre già nel 1751 si puo’ ritrovare il termine Stregheria in un libro di Tartarotti, “Apologia del Congresso Notturno Delle Lammie“.

Si pensa che gli studi di Gardner abbiano influito moltissimo sulla nascita della religione Wicca (o Wiccan) nel XX secolo, che si diceva appunto prosecutrice di una millenaria tradizione di Streghe, e che ebbe ampio risalto in tutto il mondo (tanto che oggi si contano poco meno di un milione di fedeli).

Per approfondire:

Stregheria su Wikipedia
Stregheria su CorteScontenti.it

Lontano, su un’Isola…

Ballerine sulle note del TamuréUna delle cose più belle della storia delle religioni é il numero incredibile di somiglianze che si possono ritrovare in credenze distanti fra loro anche migliaia di chilometri e di anni. Per fare un esempio, proviamo a spostarci molto lontano, verso l’Oceania, e più precisamente in Polinesia. Non negatelo: chiunque un giorno avrà sognato di stare disteso su una sdraio di Tahiti, sorseggiando una bibita fresca mentre delle isolane vestite di un semplice pareo e costume in fibra vegetale, con un fiore fra i capelli, ballano sensuali sui ritmi di una melodia derivante da strumenti quali l’Ukulele o il Pahu.

Ebbene, quanti di voi sanno che queste danze, oggi sinonimo di esca per i turisti, sono in realtà i resti di alcune pratiche religiose millenarie, solo in parte distrutte dai soliti missionari cattolici che, una volta sbarcati sulle isole, imposero i loro tabù, reprimendo i credi locali ed obbligando gli isolani a sfuggire alle persecuzioni nascondendosi?

E soprattutto, chi riesce ad immaginarsi la faccia del primo pastore timorante dei peccati carnali che, Bibbia in mano, si trovo’ di fronte un metro e ottanta di bellezza che ballava con indosso un reggiseno ricavato da gusci di noci di cocco (esistono davvero)? Ma sto divagando.

Storia del Mondo

Tutto comincia quando Ta’aroa, il Dio Supremo, stanco di vivere solitario nella sua conchiglia (un bell’esempio di come gli uomini creino le divinità a propria immagine e somiglianza), decise di popolare il nulla in cui viveva usando i pezzi della conchiglia stessa, ed il suo sangue e le sue lacrime per dare colore e riempire i laghi ed i mari. Una volta creato il mondo, fu la volta di numerose divinità minori, fra i quali Ru e Maui, ai quali diede il compito di esplorare le terre da lui create.

Maui tento’ addirittura di riunire le varie isole dell’arcipelago per formare un unico continente (isole che in realtà erano viste come enormi pesci), impresa che purtroppo non riusci’ a causa delle enormi dimensioni della più grande, Tahiti. Miglior successo ebbe nell’imprigionare il Sole in un’enorme cappello per impedirgli di viaggiare troppo veloce, producendo cosi un giorno troppo corto per le attività polinesiane. Un fatto interessante: il nome del Sole é lo stesso di quello Egizio, Ra!

Gli Eroi

Alla religione polinesiana non mancano certo i propri eroi: da Pai, che rivestito di un tessuto donatogli da Ta’aroa stesso, giro’ il mondo compiendo decine di imprese, fino ad Hiro, che rispecchia perfettamente lo spirito di quelle isole: dongiovanni, sprezzante del pericolo, grande forza fisica… Certo, non era necessaria la bellezza per conquistare i cuori delle giovani donne: Pahero’o, ad esempio, era un eroe particolarmente brutto, che pero’ si guadagno’ rispetto ed amore grazie al suo coraggio ed al suo senso dell’onore.

Gli Eroi rappresentavano, esattamente come nella cultura Greco Classica, degli esempi di persone da seguire per poter vivere al meglio la propria vita, incarnazioni delle virtù umane ma anche dotati di difetti che spesso li trascinavano in guai tremendi.

Una leggenda al giorno

Le tradizioni di quelle isole, riportate principalmente per via orale, non temono certo confronti in quanto a quantità e bellezza con qualunque altra mitologia. Tanto per citare due esempi:

  • C’é la leggenda della cosiddetta “Vergine delle Tenebre“, che inorridita dopo essere andata a letto con il suo stesso padre senza saperlo, si rifugio’ nel regno delle Tenebre promettendo di portare con sé continuamente le persone sulla Terra. In questa maniera, in effetti, i Tahitiani davano spiegazione della morte, che non poteva essere stata creata da un Dio buono come il loro.
  • Quando all’inizio parlavo di coincidenze, non mi riferivo solamente al fatto di avere un pantheon politeista associato agli elementi naturali, o all’essere stati perseguitati dagli Europei. I polinesiani hanno, ad esempio, anche il loro mito del Diluvio Universale, provocato da un Dio del Mare arrabbiato con un pescatore che si era impigliato nei suoi capelli, ed al quale gli umani sopravvissero salendo sulle proprie piroghe portando con se alcune coppie di animali (proprio come fece Noé con la sua Arca).

Per scoprirne di più sulle leggende e credi Polinesiani:

Pagina abbastanza approfondita su Tropiland.it
Il Tamuré (danza polinesiana) su Wikipedia (in Inglese)